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(Lo so che sono buonissimi, ma..)
Da quando sono bambina i dolcetti di marzapane mi fanno pensare alla mela della strega di Biancaneve.
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Una pioggia sottile su una cerata gialla. Con questa indosso mi sento un marinaio, invece sono in campagna. Un po' di fango sugli stivali di plastica blu. Con questi ai piedi ritrovo la bambina che amava sguazzare nelle pozzanghere. Piace a tutti i bambini, chissà perchè. Scanso le lumache tutte in fila come le macchine lente nei giorni di pioggia, quelle che sembrano uscire tutte insieme in processione dai garage. Forse non sono lumache ma chiocciole, quelle che non si mangiano, ma tanto io non le mangio perchè figurati se assaggio il mio animale preferito. Un merlo mi dice qualcosa cantando. Tento un fischio di risposta che somigli a quelli che mi ha insegnato mio padre, ma temo di non aver azzeccato l'alfabeto giusto, perchè non mi risponde, mentre a lui rispondevano tutti. Ti guardo mentre sorridi tirandoti il cappuccio sulla testa, preoccupato che io non mi bagni troppo. C'è una quiete assoluta, rotta solo dai tuoi movimenti abituali che pure non stonano. Come se a te fosse concesso restare, galleggiare come un tronco in un mare di silenzio, fuori posto eppure nel posto giusto. I tuoi movimenti lenti mi fanno rivivere un'infanzia scandita da gesti misurati di mio nonno che mi spiegava come far maturare e raccogliere pomodori enormi. Non vorrei essere in un altro posto, in questa mattina di aprile. E pensare che eri preoccupato perchè pensavi di portarmi a lavorare di domenica.
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Nelle stazioni, nelle sale di attesa degli ospedali, nei sottopassaggi, sull'autobus. La povertà avanza come acqua che filtri tra le crepe di un muro, come un esercito nemico di chi non può affrontarlo, come il silenzio davanti ad una domanda di aiuto.
(comeèpossibilechenessunpoliticoabbiagliocchi?).
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Una volta o l'altra devo ricordarmi di chiederglielo, al mare. Perché quando cerchi le conchiglie trovi i pezzi di vetro verdi lisci lisci, e quando cerchi un vetrino trovi solo conchiglie.
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